FACCIAMO DUE
CHIACCHIERE SU
MINERALI E CRISTALLI
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Il mondo minerale
inerte, impermeabile allo scorrere del tempo, misterioso perché l'uomo non ne
vede né la formazione né la lenta distruzione, ha favorito formulazioni
immaginarie e simboliche. A tali elementi misteriosi si aggiunge lo splendore
eccezionale, la rarità e la bellezza di alcune pietre che vengono talora
considerate ricettacoli di forze della natura, di energie sviluppate a contatto
del suolo lontano da ogni corruzione e da cui l'uomo potrebbe trarre beneficio.
Nel passato si è creduto che molti minerali abbiano avuto una origine
misteriosa. Il quarzo era considerato da diversi popoli come un frammento
staccatosi dal cielo, alcune pietre preziose sarebbero nate nella testa
dell’uomo, del serpente e della rana. Secondo una antica credenza i minerali,
sono capaci di allontanare le forze malefiche associate alle tenebre . Sempre
secondo questa antica credenza i minerali, estratti dalla terra, dove si trovano
sotto la protezione dei serpenti divini, venendo alla luce del sole accrescono
il loro potere benefico
Queste pagine sono il risultato di interessi e
di esperienze personali e del desiderio di rendere omaggio al misterioso e splendido mondo
dei minerali a cui mi sono avvicinata con crescente ammirazione e amore e sono
rivolte a quanti si sentono attratti dalle "pietre", dalla loro bellezza,
dalla loro luce, dai loro colori, a quanti desiderano ornarsene o collezionarle e anche a
quanti considerano questi "frammenti di eternità" portatori di
particolari energie protettive.
Per comprendere meglio le modalità di azione dei cristalli è necessario porsi queste domande:
CHE COSA SONO I MINERALI ?
CHE COSA SONO I CRISTALLI ?
DOVE E COME SI SONO SI SONO FORMATI ?
Tutto ciò che ci circonda e che possiamo percepire con i nostri sensi
si definisce materia.
Materia è tutto ciò che esiste al mondo e ha ,quasi sempre, forme particolari per cui un
banco, un libro, una penna sono parti di materia ossia corpi. Se
osserviamo bene alcuni corpi, per esempio un semplice bicchiere o una matita ci rendiamo
conto che il bicchiere è fatto di vetro, mentre la matita è fatta di grafite. Queste
materie di cui sono formati i corpi e che hanno caratteri specifici si dicono sostanze.
Le caratteristiche della materia sono: volume, massa, peso,pressione,calore,energia.
La materia si presenta allo stato solido, allo stato liquido e allo stato aeriforme (gas e vapore)
Un libro, una penna, un gioiello sono corpi solidi:
essi hanno forma e volume proprio.
L'acqua, l'olio sono corpi liquidi: hanno volume proprio, ma non forma. Essi acquistano la
forma del recipiente che li contiene.
I gas e i vapori sono areiformi e non hanno forma e volume propri. L'ossigeno e l'idrogeno
sono gas, i vapori si ottengono riscaldando liquidi o solidi.
Nei corpi, anche in quelli che sembrano più compatti come il ferro e il
piombo, vi sono spazi piccolissimi. Si dice quindi che la materia è discontinua
e le particelle che le formano sono tenute insieme da una forza detta "forza
di coesione" che è massima nei solidi per cui le particelle hanno una
posizione fissa e sono ordinate nello spazio secondo modelli prestabiliti.
Nei liquidi la forza di coesione è minore e le particelle hanno una certa libertà di
movimento e negli aeriformi la forza di coesione è quasi inesistente e le particelle
tendono ad allontanarsi le une dalle altre.
Tutte le sostanze possono quindi trasformarsi da uno stato fisico all'altro per riscaldamento o per sottrazione di calore
I cambiamenti di stato fanno parte di quel gruppo di fenomeni che si
definiscono fenomeni fisici cioè fenomeni nei quali non avviene una
trasformazione di materia da una sostanza all'altra.
Si chiamano invece fenomeni chimici quelli nei quali avviene una
trasformazione di materia (per esempio: riscaldare lo zucchero)
Due importanti proprietà della materia sono Peso e Massa
Se con un dinamometro misuriamo il peso di un litro di acqua, si riscontra che
1 litro di acqua pesa
| a Roma | all'Equatore | al Polo |
| 1000 grammi | 997 grammi | 1002 grammi |
Questa differenza si spiega tenendo presente che il peso è la forza con
la quale la terra attrae un corpo. II peso di uno stesso corpo è una grandezza variabile
e aumenta dall'Equatore verso i Poli cioè con la latitudine (questo avviene perchè la
Terra è leggermente schiacciata ai Poli e quindi la forza di gravità è
maggiore)
Eppure questo litro di acqua è formata sempre dalla stessa quantità di materia sia che
esso venga pesato a Roma che ai Poli.
La quantità di materia di cui è formato un corpo è invariabile ed indipendente dal luogo e si chiama massa e si calcola con la bilancia. Normalmente noi identifichiamo, anche se in modo errato, il peso con la massa.
Tutta la materia, cioè tutto ciò che vediamo, tocchiamo, gustiamo, tutto ciò che occupa uno spazio è formato di miliardi e miliardi di particelle invisibili: le molecole che conservano inalterate tutte le proprietà della sostanza stessa. La molecola è, a sua volta, formata di particelle ancora più piccole; gli atomi
"Non esistono che gli atomi e lo spazio. Tutto il resto è opinione"
Democrito.
Latomo
Il primo a parlare di particelle piccolissime che formavano lUniverso fu il filosofo greco Democrito di Abdera (V-IV secolo a.C.). Egli chiamò queste particelle "atomi" dal greco atomos che significa indivisibile.
Questi erano considerati di dimensioni e forma fisica differenti, immersi in uno spazio vuoto e dal loro movimento derivavano tutte le cose. La stessa sostanza dellanima era costituita dagli atomi più sottili, più leggeri. Essi, secondo Democrito, cercavano di sfuggire dal corpo, ma il respiro ne rinnovava il numero.
Alcuni vecchi modelli atomici
| 1804 | 1913 | 1924 | 1932 |
La più antica teoria atomica risale agli atomisti greci e latini. Secondo questa teoria tutte le cose materiali sono fatte di atomi, diversi per forma e dimensioni e in incessante movimento nello spazio vuoto.
Nel 1804 Dalton formulò la prima teoria atomica moderna che si basava tuttavia ancora sul concetto di indivisibilità dellatomo. Solamente nel 1913 con il modello di Rutherford-Bohr si comincia ad avere una visione dellatomo più vicina a quella attuale.
Nel 1924 con l'atomo di de Broglie l'elettrone non è più una particella e nel 1932 il nucleo dell'atomo è costituito da neutroni e protoni
Latomo di un qualsiasi elemento chimico è costituito di molte particelle di cui le più importanti sono i protoni, i neutroni e gli elettroni
Nel 1947 Yukawa dimostrò che protoni e neutroni sono uniti da altre particelle : i mesoni in continuo scambio fra essi
Successivamente è stato scoperto che i protoni sono composti da particelle: i quark legati da gluoni che hanno lo stesso ruolo dei mesoni nel nucleo, ma i quark non sono le ultime particelle costituenti il nucleo dell'atomo.
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| nucleo con mesoni |
nucleo con quark e gluoni |
Protoni. neutroni e elettroni sono comunque i mattoni fondamentali di cui è formato tutto
ciò che cade sotto la nostra esperienza:pianeti, stelle, animali,
piante, pietre e
anche noi siamo formati di queste particelle.
Per meglio renderci conto di come sono disposti protoni, neutroni, elettroni, ci soffermeremo su un vecchio modello atomico molto semplice: il Modello di atomo planetario, così definito per analogia con il Sistema Solare.
Come si può vedere dalla figura, che rappresenta un
atomo di ossigeno, protoni e neutroni sono concentrati nel nucleo intorno al quale ruotano
gli elettroni, lungo orbite ellittiche, con una velocità tale da vincere la forza di
attrazione esercitata dal nucleo.
Questo modello non ci dice però nulla della reale disposizione degli elettroni intorno al nucleo e, poiché le proprietà degli atomi dipendono dalla disposizione degli elettroni, è necessario fare riferimento ad un modello più completo: il modello a gusci.
Secondo questo modello, tutti gli elettroni cui compete uno stesso livello energetico si trovano, più o meno, alla stessa distanza dal nucleo individuando, in tal modo, zone che sono indicate come gusci. Il numero di elettroni in ciascun guscio è regolato da particolari e complesse leggi.
Nella fisica moderna lelettrone non è più visto come una particella materiale localizzata nel tempo e nello spazio, ma come una particella senza chiari limiti spaziali per cui non è definibile la sua esatta posizione e, per questo motivo, il modello atomico a gusci è stato ulteriormente perfezionato.
Penso tuttavia che sia sufficiente il riferimento al modello a gusci.
Questo modello atomico mette in evidenza che il comportamento chimico degli atomi non dipende da tutti gli elettroni, ma solo da quelli che occupano lultimo guscio, il più distante dal nucleo (gli elettroni esterni). Questi elettroni sono responsabili dei vari legami fra atomi e sono suscettibili, se eccitati, non solo di spostamenti nellambito del guscio ma anche di spostamenti da un atomo ad un altro.Complessivamente il numero di elettroni è uguale al numero dei protoni per cui latomo risulta elettricamente neutro ma, se per motivi di varia natura, meccanica, termica, luminosa gli elettroni più esterni vengono ceduti o acquistati, latomo passa dallo stato neutro ad uno stato dotato di carica positiva (se cede elettroni) o di carica negativa (se acquista elettroni) trasformandosi in "ione."
Minerogenesi
Al momento della sua formazione la Terra era molto diversa da come la conosciamo. Probabilmente era una sfera incandescente costituita da materiale allo stato fuso, il magma, mantenuto tale dal calore sprigionato dagli elementi radioattivi molto più abbondanti di oggi.
Se volgiamo lo sguardo intorno a noi, quasi
ovunque vediamo rocce. Esse sono aggregati di minerali e sono molto diverse le une dalle
altre per composizione e per origine.
Per conoscere i minerali quindi è molto importante conoscere gli ambienti in cui le rocce
si sono formate e in cui continuano a formarsi. Le rocce possono essere classificate, in
base agli ambienti di formazione in:
Le rocce ignee possono distinguersi in intrusive ed effusive.
Rocce ignee intrusive
Queste rocce si sono formate e si formano per raffreddamento e successiva solidificazione del magma, materiale che si trova allo stato fuso a oltre 20 km di profondità nella crosta terrestre e ricco di elementi come silicio, alluminio, calcio, magnesio, sodio, ferro. Il magma giunge a temperatura inferiore nel suo movimento di risalita, durante il quale penetra in fenditure della crosta terrestre.
Il processo di formazione delle rocce è dunque caratterizzato da un lento raffreddamento del magma che conserva a lungo gas e vapore acqueo: si formano in tal modo cristalli ben visibili, talora splendidi e rari.
Esistono tre periodi di formazione:
Nel primo periodo la temperatura si aggira intorno ai 1300° e i minerali che si formano in questa fase sono quasi tutti silicati. In questo periodo si formano alcuni giacimenti speciali come i giacimenti di magnetite.
Nel secondo periodo,
intorno ai 600°, lazione dei componenti chimici del magma allo stato di vapore
diventa prevalente.
In questo periodo si formano berillo, topazio, tormalina, spodumene, miche, fluorite
Linteresse per i minerali che si formano in questa fase dipende non
solo dalla loro varietà, ma anche dal fatto che si trovano in cristalli ben sviluppati e
di notevoli dimensioni.
La giacitura più diffusa è quella dei filoni
pegmatitici e delle druse. I primi rappresentano il riempimento di spaccature da parte del
magma molto meno denso rispetto a quello del periodo precedente.
Le druse, invece, sono cavità nella roccia le cui pareti sono tappezzate da cristalli
analoghi a quelli dei filoni.
Nel terzo periodo il magma si presenta allo stato liquido con abbondanza di acqua allo stato di vapore e la temperatura è intorno ai 350°. La composizione chimica di questa soluzione non è costante perché molti dei cristalli formati precedentemente si sciolgono e tornano in circolo. La soluzione si insinua nelle spaccature della roccia già consolidata e vi deposita le sostanze in essa disciolte.
Si formano così i filoni di origine idrotermale ove è possibile trovare adularia, quarzo, opale, calcedonio, calcite, rodocrosite, ematite, pirite, fluorite. In questo periodo è possibile la formazione di giacimenti speciali di oro.
Il processo di formazione delle rocce intrusive si completa in milioni di anni: queste rocce raggiungono successivamente la superficie ad opera dei movimenti della crosta terrestre.
Rocce ignee effusive
Queste rocce si formano in seguito
allattività vulcanica. Il processo di raffreddamento del magma effusivo (lava) è
molto rapido e avviene sotto una pressione che è quella atmosferica.
La bassa pressione favorisce lallontanamento delle sostanze volatili e si formano
rocce microcristalline o addirittura vetrose. Nelle rocce effusive il passaggio dallo
stato fluido a quello solido avviene in qualche anno ma, a volte, anche nel giro di ore.
Rocce sedimentarie
Si sono formate e si formano esclusivamente alla superficie terrestre per deposito di frammenti di rocce disgregate da agenti atmosferici o per deposito chimico (precipitazione di sali da soluzioni acquose per effetto di evaporazione.) Sono rocce stratificate, costituite cioè da strati sovrapposti.
Rocce metamorfiche
Le rocce metamorfiche sono invece rocce che in origine erano di natura ignea, sedimentaria o già metamorfica e che hanno successivamente subito una profonda trasformazione per azione del calore,di forti pressioni o per reazioni chimiche.
Il metamorfismo può essere :
a) metamorfismo di contatto dovuto all'alterazione del magma che viene a contatto con rocce già consolidate ed è evidente nelle rocce calcaree e dolomitiche. Fra i minerali di contatto anortite, anfiboli, biotite.
b) metamorfismo di carico che si verifica su rocce superficiali che, sprofondando, subiscono un mutamento per effetto dell'aumento della pressione.
c) metamorfismo per assimilazione che si verifica per assimilazione da parte del magma di elementi di rocce incassanti con formazione di altre rocce. Nel Vesuvio, ad esempio, il magma trachitico si è arricchito di ossido di calcio e magnesio provocando una reazione fra questi e la silice ma non essendoci anidride silicica sufficiente per formarsi l'ortoclasio si è formato la leucite.
I minerali si possono anche formare per successiva alterazione meccanica e chimica delle rocce già formate
L'alterazione meccanica porta alla frantumazione della roccia e questa disgregazione può prodursi per continue e rapide variazioni di temperatura o per azione del gelo e del disgelo dell'acqua penetrata nelle fessure delle rocce perchè l'acqua gelando si dilata o per lo sfregamento dei materiali trascinati dal vento o dalle acque. Anche le radici delle piante, crescendo nelle fessure delle rocce, contribuiscono a frammentarle.
La diagenesi, insieme delle modificazioni che
subiscono i sedimenti alla superficie terrestre, è importante nel processo di
minerogenesi perchè le sostanze disciolte e depositate danno luogo a concrezioni notevoli
per la forma dei cristalli.
Quando, per evaporazione del solvente o per diminuzione della temperatura, le sostanze
disciolte precipitano il deposito avviene intorno al nucleo dei granuli maggiori che non
possono essere completamente disciolti. In questo modo il numero dei granuli diminuisce ma
aumenta la loro dimensione e ne consegue la cementazione del sedimento perchè la nuova
sostanza deposta agisce da legante fra i granuli.
Talora la sostanza cementante non proviene dal sedimento stesso ma viene introdotta nella
roccia da acque di infiltrazione. Le sostanze cementanti più comuni sono calcite, gesso,
silice, argilla.
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Alla descrizione scientifica della formazione dei diversi tipi di rocce è interessante affiancare una antica descrizione sulla genesi delle pietre preziose risalente a Santa Ildegarda.
Ildegarda nacque nel 1098 a Bingen da nobile famiglia. Alletà di 16 anni entrò in una comunità di monache benedettine di cui divenne badessa nel 1136. Sebbene nel Medio Evo alle donne fosse precluso lo studio delle scienze, Ildegarda possedeva notevoli conoscenze di medicina e di fisica. Scrisse molti libri fra cui il "Liber subtilitatum" (il libro delle Scienze Naturali) nel quale parla dellorigine di alcune pietre preziose.
Secondo Ildegarda: "Le
pietre preziose provengono dalloriente e dalle regioni particolarmente calde. Ivi le
montagne traggono dal Sole il calore e il fuoco e i fiumi sono sempre in ebollizione. Dove
lacqua lambisce le montagne che si innalzano infuocate, queste espellono una sorte
di schiuma che poi si solidifica e si stacca. A seconda della temperatura raggiunta
durante lessiccazione esse acquistano i loro colori e le loro proprietà [
].
Le pietre preziose derivano quindi dallacqua e dal fuoco [
] e sono adatte in
vario modo al bene, allonestà e allutilità."
Questa descrizione, anche se non accettabile scientificamente, risulta, a mio parere, interessante dal punto di vista storico e simbolico.
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Il mondo dei minerali abbraccia tutta la materia che forma il nostro pianeta ma, per stabilire quali corpi siano minerali, occorre mettere in evidenza alcune proprietà generali che ci permettono di identificarli.
Quando è nato il termine Minerale? Gli studiosi ritengono che questo termine risalga alle popolazioni celtiche, ma solamente nel 1270 compare un libro dal titolo "De Mineralibus" ad opera del teologo e naturalista Alberto Magno che però definisce minerali le pietre di qualsiasi genere. Oggi non è più così.
Se esaminiamo da vicino, o meglio con una lente di ingrandimento, del grosso sale da cucina notiamo che i granuli non sono arrotondati, ma mostrano spigoli vivi e sezioni quadrate.
Se lo maciniamo e lo osserviamo di nuovo al microscopio possiamo notare che ogni granello ha sempre sezione quadrata e spigoli vivi. Se potessimo spingere il processo di macerazione all'estremo otterremmo degli atomi che non sono disposti a caso, ma formano una specie di gabbia cubica nella quale la loro disposizione non è caotica, ma perfettamente ordinata.
Il cloruro di sodio (NaCl) o comune sale è quindi formato da atomi di sodio (Na) e da atomi di cloro (Cl) disposti in modo da formare una impalcatura tridimensionale detto "reticolo cristallino" dove si distinguono i seguenti elementi:
1) Nodi: centri di equilibrio intorno a cui gli atomi e gli ioni vibrano
2) Filari: successione di nodi lungo una retta
3) Piani reticolati: piani determinati da due sistemi complanari di filari paralleli
La figura rappresenta la cella elementare del cloruro di sodio o del salgemma
che è il corrispondente naturale del sale da cucina. In questa cella elementare
sono visibili ai vertici del cubo in rosso gli atomi del sodio e in blu gli atomi di cloro
ed è facile individuare i nodi, i filari e i piani reticolati
La più piccola parte del reticolo con tutte le proprietà del reticolo stesso e che forma una unità che non si può ulteriormente suddividere senza distruggere il reticolo è la "cella elementare" che in questo caso ha forma cubica.
In base a queste caratteristiche esistono 14 tipi di celle elementari dette reticoli elementari di Bravais di cui i seguenti sette sono i fondamentali:
1) Sistema monoclino in cui la cella è un prisma obliquo a base rettangolare (ortoclasio, gesso).
2) Sistema triclino in cui la cella è un prisma obliquangolo cioè con tre spigoli che formano fra loro angoli diversi.(albite)
3) Sistema rombico in cui la cella è un prisma retto a base rettangolare.(zolfo, baritina, olivina)
4) Sistema trigonale (che alcuni studiosi considerano parte del sistema esagonale) la cui la cella romboedrica si può immaginare derivata da un cubo per stiramento lungo una delle diagonali (lo splendido dioptasio)
5) Sistema tetragonale in cui la cella elementare è un prisma retto a base quadrata.(rutilo, zircone)
6) Sistema esagonale: in questo sistema la cella è un prisma retto a base esagonale e le forme più comuni sono i prismi e le piramidi. Tra i minerali troviamo il berillo, l'apatite, la vanadinite, la piromorfite. la cui cella è un prisma retto a base esagonale(berillo, apatite,calcite).
7) Sistema monometrico: le forme principali sono il cubo, il rombododecaedro, l'esacisottaedro, il tetraedro, il pentagonododecaedro. In questo sistema cristallizzano minerali come il rame l'oro, l'argento il salgemma, la fluorite, la pirite, la magnetite, i granati.
Simmetria nei cristalli
Quando ci si trova di fronte ad un cristallo non comune è spontaneo domandarsi: che cosa è? Se il campione si trova in un museo o in un negozio di minerali, la risposta è davanti a noi scritta su un cartoncino dove generalmente sono indicati il nome, la località di ritrovamento e spesso anche la formula chimica del misterioso cristallo. Per molti di essi , inoltre, non abbiamo alcun dubbio ma la identificazione della maggior parte dei cristalli è molto complessa e viene eseguita da esperti in laboratori perfettamente attrezzati. Per una loro esatta identificazione è molto importante l'insieme degli elementi di simmetria che sono
Piano di simmetria che divide il cristallo in due metà specularmente simmetriche; consideriamo, ad esempio, il corpo umano. In noi vi è un piano che divide la parte destra da quella sinistra Questo piano funziona come uno specchio perchè una metà è l'immagine speculare dell'altra. Questo piano è un piano di simmetria.
Asse di simmetria ossia una linea retta che passa per il centro del cristallo. La rotazione del cristallo intorno a questo asse permette di ottenere la medesima figura di partenza dopo un giro di 360°/n dove n=2,3,4,6 (asse binario, ternario, quaternario, senario)
Centro di simmetria: ad ogni faccia del cristallo corrisponde una faccia parallela invertita con una rotazione di 180° intorno a questo centro.
In un campo di calcio vi sono, ad esempio, due piani di simmetria: il primo divide trasversalmente i due campi avversari, il secondo che è perpendicolare al primo, taglia a metà le due reti opposte. .Immaginiamo di innalzare verticalmente, nel punto di incrocio dei due piani, un asse di simmetria e ,se fosse possibile, fare ruotare il campo di calcio intorno a questo asse; si noterebbe che dopo 180° la posizione delle reti è perfettamente uguale a quella di partenza Questo asse è un asse binario
Si parla di asse di simmetria di ordine 2,3,4 o 6 secondo il numero di identiche posizioni ottenute con una rotazione di 360°
Tutte le possibili combinazioni degli elementi di simmetria formano trentadue classi cristalline raggruppate, secondo le loro caratteristiche comuni, nei sette sistemi cristallini.
.

E' possibile ora dare una definizione più esatta di minerale e di cristallo
Il minerale è un corpo omogeneo e solido,che presenta la stessa costituzione in ogni sua parte e che all’aumentare della temperatura passa bruscamente dallo stato solido a quello liquido; inoltre è un costituente naturale della crosta terrestre, fedele testimone della storia del nostro pianeta. Possiamo dire, in altre parole, che i minerali sono corpi omogenei, solidi alle condizioni normali di temperatura e pressione (ad eccezione del mercurio che è liquido) e naturalmente presenti sulla crosta terrestre, originati da processi inorganici e definiti da proprietà chimiche
I cristalli sono minerali definiti da superfici poliedriche
delimitate da facce, spigoli e vertici corrispondenti a una distribuzione
naturale, ordinata e costante degli atomi o degli ioni che vibrano in maniera ritmica e
costante intorno ai loro centri di equilibrio detti "nodi"( che formano il
reticolo cristallino), da costanti cristallografiche e da vari elementi
di simmetria. Un cristallo (dal greco Ckrystallos, ghiaccio) è formato
quindi da atomi, associati in una disposizione geometricamente regolare che si
ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali. I cristalli sono
stati sempre oggetto di ricerca, collezionismo, studio e commercio occupando un
posto di rilievo nella storia economica e scientifica, nell'evoluzione della
cultura, dell'arte e perfino della medicina. I cristalli rappresentano la
manifestazione più eclatante della natura intima dei minerali e, più in
generale, della materia allo stato solido. Possono formarsi in ambienti e
condizioni chimico-fisiche diverse ed essere caratterizzati da differenti
velocità di crescita e dimensioni raggiungibili.
Il fattore tempo gioca un ruolo importantissimo nella formazione di grandi
cristalli :occorre infatti che le condizioni chimico-fisiche non mutino
eccessivamente, altrimenti il cristallo non solo cessa di crescere, ma può
addirittura iniziare a dissolversi. Altro fattore fondamentale è lo spazio: è
molto improbabile che un cristallo riesca a crescere in mancanza di spazio
disponibile senza perdere la sua caratteristica di cristallo separato da
altri. l cristalli perfetti sono infatti il risultato di crescite
indisturbate e regolari. l cristalli si trovano in ogni tipo di roccia e sono
oltre 4.000 le specie mineralogIche rinvenute sino ad oggi in natura. Tuttavia,
anche se quasi tutte cristallizzano, solo alcune fra queste specie forniscono
cristalli di dimensioni apprezzabili a occhio nudo e, solo poche decine, sono in
grado di generare cristalli che formino campioni di dimensioni esteticamente
rilevanti. l cristalli di minerali che presentano resistenza, durezza, buon
colore, elevata trasparenza ed elevato indice di rifrazione possono fornire
pietre dure, semipreziose e preziose e si formano in genere nella crosta
terrestre a una profondità compresa tra i 3 e i 12 chilometri.
Possiamo quindi dire che un cristallo è sempre un minerale, ma non tutti i minerali formano cristalli.
E' necessario tenere presente che quello che commercialmente viene chiamato"cristallo", cioè il vetro particolarmente limpido, privo di inclusioni e incolore non ha nulla a che fare con i veri cristalli essendo una sostanza amorfa.
E' possibile vedere crescere dei cristalli?
E' naturale rimanere perplessi e titubanti di fronte a questa domanda. Se pensiamo alla complessa struttura cristallina e alle particolari condizioni ambientali nelle quali si formano i cristalli, la prima risposta è No.
Teofrasto, allievo di Aristotele, credeva che i cristalli si riproducessero per mezzo di semi. Una simile affermazione può sembrare ridicola, ma lo è meno di quanto possa sembrare. I cristalli, infatti, si formano proprio a partire da un liquido o da un gas che solidifica intorno a germi di condensazione, come, ad esempio, avviene per la neve. Questo è vero non solo per i cristalli di neve, ma anche per le gemme che si formano dal raffreddamento del magma e per i cristalli artificiali.
In un laboratorio è possibile controllare la crescita di un cristallo con estrema precisione ma, anche noi, con un pò di pazienza possiamo provare a fare "nascere" un cristallo. Si comincia preparando una soluzione satura di un qualsiasi sale, cioè una soluzione che a caldo contenga il sale scelto in eccesso sul fondo del contenitore.
Si versa poi lentamente la soluzione in un altro recipiente caldo evitando di portare anche il residuo del sale che non si è sciolto. Si lascia poi raffreddare ed evaporare con grande lentezza questa soluzione, al riparo della polvere.
Per avere un singolo cristallo bisogna introdurre nella soluzione un piccolo cristallo del sale scelto per l'esperimento che funzioni da germe, legato ad un filo che rimanga sospeso in modo da fare sviluppare in tutte le direzioni le facce del cristallo. Con il passare del tempo il cristallo aumenterà di dimensioni e svilupperà facce regolari.
Come sali si possono usare il comune sale da cucina, l'allume di rocca, l'allume di cromo che formerà dei cristalli di un bel colore viola. Magnifici cristalli azzurri si possono avere con il comune solfato di rame.
Aggregati cristallini
E' molto difficile trovare in natura cristalli isolati perchè, nel momento della cristallizzazione, finiscono con l'aggregarsi in modi diversi. Caratteristici sono gli aggregati formati da cristalli cresciuti disponendosi secondo tanti raggi intorno ad un punto centrale, formando i così detti " arnioni "(l'arnione di marcasite). Spesso i cristalli tendono ad unirsi in aggregati creando forme diverse a ciascuna delle quali è stato dato un nome particolare.
Possiamo, fra tanti, ricordare i seguenti aggregati: a rosetta dell'ematite lamellare, coralloide dell'aragonite, fibroso-raggiato dell'amianto, mammellonare della malachite, arborescente del rame, selliforme della dolomite, zonata dell'agata.
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| Aggregato arborescente di rame | Aggregato selliforme di dolomite | Aggregato zonato di agata |
Nelle rocce intrusive si presentano associazioni di cristalli di diverse specie impiantati su una matrice che, quasi sempre, è formata dalla parte terminale degli individui cristallini. Queste sono le druse che, se si formano in cavità chiuse, vengono dette geòdi.
| Drusa di quarzo | Geòde di celestina |
Geminazione ed epitassia
Nel mondo dei minerali si nota spesso che esistono dei cristalli uniti in modo particolare, sono dei geminati. Particolari associazioni sono i geminati di contatto e di compenetrazione. Fra i primi i geminati a "code di rondine" e a "ferro di lancia" del gesso, i geminati a "becco di stagno"della cassiterite. Geminati di compenetrazione sono invece quelli a "croce di S.Andrea" della staurolite e quelli a "croce di ferro" della pirite. I geminati di Baveno costituiscono una forma di geminazione particolare in quanto simulano un unico cristallo come i trigeminati di aragonite. Talora si ha anche il caso di molti individui geminati in modo da sembrare un unico cristallo.
L'epitassia è un fenomeno simile a quello della geminazione, ma nell'epitassia i cristalli orientati l'uno rispetto all'altro in modo regolare non sono più della stessa specie minerale ma di specie diversa. Dal punto di vista pratico l'epitassia è molto più importante della geminazion; mentre, infatti, molti cristalli geminati non sono industrialmente utilizzabili, l'epitassia viene sfruttata maggiormente nel campo dell'elettronica.
Staurolite geminato |
Gesso a ferro di lancia |