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I Minerali del Vesuvio 

 

 

"Sotto il cielo più puro- così scriveva Goethe da  Napoli il 1 marzo 1797-il suolo più insicuro. Avanzi di impensabili splendori, diruti e tristi. Acque bollenti, monti di scorie opponentesi alla vegetazione, spazi deserti, repulsivi, e poi ancora  finalmente , una vegetazione sempre florida che si afferma dovunque può, sollevantesi su tutte le morte ruine, affermandosi con la più superba selva di querce sulle pareti di un antico cratere." Così Goethe descriveva lo sterminator Vesevo di leopardiana memoria  che domina sul golfo partenopeo, uno dei panorami più famosi del mondo.

Oggi il Vesuvio o meglio il Somma-Vesuvio si presenta come un monte dal profilo inconfondibile: a sinistra è il monte Somma, a destra il monte Vesuvio. Le uniche tracce dell'attività del vulcano sono oggi  le fumarole.

L'eruzione più famosa nella storia di questo vulcano è quella del 79 d.C cominciata la mattina del 24 agosto con forti esplosioni e una enorme colonna a forma di pino, fatta di gas, pomici e ceneri alta 30 km che distrusse Pompei e Oplonti ricoperte da uno spesso strato di ceneri ed Ercolano investita da un fiume di fango. L'immane disastro provocato dal vulcano fu descritta da Plinio il giovane, che soggiornava a Baia, in due lettere a Tacito. Questa disastrosa eruzione portò allo smembramento dell'allora monte Somma e alla formazione di un cono all'interno di una caldera formando l'attuale apparato del Somma-Vesuvio.

 Innumerevoli poeti e scrittori sono stati conquistati dalla potenza e dalla bellezza di questo vulcano.

Gogol nel 1838 scriveva "…davanti a me il Vesuvio. Adesso butta fiamme e fuma. Uno spettacolo straordinario. Figuratevi un enorme fuoco di artificio che non si arresta per un solo minuto"

Successivamente si sono succedute molte altre eruzioni  importanti. Intensa è stata l'attività vulcanica dal 1906 al 1931. Vi furono poi 31 anni di calma ai quali seguì l'ultima eruzione del 1944. Da questa data il Somma Vesuvio persiste in una fase di quiete. I vari cicli eruttivi hanno naturalmente portato cambiamenti nel suo aspetto  fino a quello attuale.
Oggi il Vesuvio appare come addormentato nella sua indiscutibile bellezza

Il Vesuvio è ricco di minerali molto interessanti anche  se non molto appariscenti. Le specie mineralogiche segnalate nella zona del vulcano sono almeno duecento di cui almeno quaranta sono state trovate per la prima volta al mondo nei prodotti di questo vulcano. I prodotti più antichi del Somma Vesuvio sono le pomici Codola, rocce vetrose, di colore chiaro e piene di vacuoli formatisi dall’espansione dei gas all’interno del magma, raffreddatosi rapidamente per il contrasto con l’atmosfera.

Caratteristici sono anche i medaglioni di lava. La lava allo stato solido veniva asportata dal letto di scolo in piccole quantità. Vi si lanciava sopra una moneta, si attendeva che il materiale si rapprendesse e poi si recuperava, oltre la moneta, anche un bellissimo stampo di pietra vesuviana. Questi medaglioni sono ancora ricercati dai collezionisti. Caratteristiche   del Somma Vesuvio sono la lava rossa e le miche nere

 

 

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Aftitalite .

Questo minerale fu osservato per la prima volta tra i prodotti dell'eruzione del 1794. L'aftitalite si presenta in masserelle o in cristalli, con morfologia essenzialmente tabulare; nel 1872 furono rinvenuti individui geminati, "pennuti "e a "spina di pesce" delle dimensioni massime di 7-8 mm, associati ad abbondante palmierite; si conoscono anche cristalli allungati. Sembra che la presenza dei costituenti minori influisca sull' habitus cristallino: infatti nelle varietà di colore azzurro intenso (per le inclusioni di rame) è interessante constatare la formazione di cristalli allungati con habitus prismatico esagonale. Il colore è, solitamente, bianco sporco o bianco-neve, molto diffuso anche quello celeste o verdastro, più raro il grigio scuro o azzurrastro; rari anche i cristalli perfettamente limpidi ed incolori .
Formula:( K,.Na)3Na(SO4)2  - Classe:solfato -   Sistema  trigonale

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Baddeleyite

Questo minerale è stato osservato per la prima volta al Monta Somma .Esso si presenta in cristalli tabulari allungati, isolati o variamente aggregati, spesso con una evidente striatura verticale dovuta a geminazione parallela. Raramente i cristalli sono biterminati. Il colore varia da bruno chiaro a bruno verdastro o rosso scuro, frequenti i cristalli incolori. La matrice è quasi sempre un particolare tipo di sanidinite: molto friabile e formata in prevalenza da cristalli di sanidino ben conformati, limpidi e trasparenti, che creano cavità ed interstizi più o meno vistosi, in cui cristallizzano i minerali accessori. In Europa è rara. E' presente in Svezia
Formula  ZnO - Classe ossidi  - Sistema monoclino - Durezza 6,5

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Calcite

La calcite è un minerale molto comune essendo il costituente principale del calcare ed è la modificazione trigonale del carbonato di calcio E' un minerale scientificamente utile: alla calcite risalgono infatti le prime osservazioni sulla struttura dei cristalli. Nel XVIII secolo l'abate Renè-Just Hauy, lasciandone cadere un blocco, constatò che tutti i frammenti avevano forma identica. Scoprì così che i caratteri morfologici di un minerale sono tipici e determinati dall'aggregazione rigorosamente ordinata degli atomi. Inoltre, i cristalli trasparenti e incolori di Spato di Islanda hanno la proprietà di sdoppiare le immagini viste in trasparenza.
La calcite è presente in un grandissimo numero di località e entro le più svariate giaciture:è presente quindi anche sul Vesuvio ma si tratta  di cristalli per lo più malformati, spesso a goccia o in granuli o in lamine. Il colore più diffuso è il bianco latte, opaco o trasparente; solo in alcuni casi  la dimensione dei cristalli può superare il cm.
Formula CaCO-  Classe carbonati  - Sistema trigonale -  Durezza 3

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Clorammonio

Il minerale, caratteristico di moltissime eruzioni, compresa l'ultima del 1944 si rinveniva essenzialmente sulle lave e, più raramente, alle fumarole a "cloruro di ammonio" in prossimità del cratere. Il minerale si presentava incolore e trasparente, biancastro e opaco, a volte colorato in giallo-ambra più o meno carico per la presenza di ferro. Oltre che in croste, mescolato ai cloruri ed ai solfati di sodio e di potassio, il clorammonio si presenta cristallizzato. L'habitus è molto vario:dodecaedrico, trapezoedrico o cubico, con le facce piane splendenti o conformate a tramoggia; più spesso i cristalli sono accresciuti in modo irregolare.
La presenza di cloruro di ammonio nelle fumarole vulcaniche ha sollevato una questione scientifica poichè l'ammoniaca e i suoi derivati non esistono nelle rocce. Qualcuno ha pensato che i sali di ammonio derivino da sostanze organiche come l'erba bruciata  dalla lava. Altri ritengono che derivi dall'azione del vapore acqueo, presente nei magmi vulcanici, su composti come azoturi di ferro.
Formula NH4Cl -  Classe alogenuri -  Sistema cubico -  Durezza 1,2

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Cotunnite

Scoperta per la prima volta al mondo al Vesuvio da Covelli  sulle fumarole de1 1822, le fu dato questo nome in onore di Domenico Cotugno (medico napoletano). Il minerale si presentava in bellissime cristallizzazioni di individui tabulari o prismatici. Anche l'ultima eruzione del 1944 ha dato abbondanti produzioni di questo minerale La cotunnite ha continuato a formarsi assieme alla tenorite sino al giugno 1960 sulle fumarole. Oltre che in distinti cristalli delle dimensioni massime di 2 mm (eccezionalmente 5 mm), la cotunnite si presenta in cristallini aciculari, in masserelle raggiate o concrezioni feltriformi. La genesi di questo minerale è dovuta alla sublimazione diretta dalla fase gassosa. Come curiosità possiamo dire che questo minerale è sempre fortemente radioattivo. Oltre alla giacitura vesuviana si trova in qualche miniera del Cile e del Perù.
Formula PbCl2 -  Classe alogenuri -  Sistema rombico -  Durezza 2,5

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 Covellina

Questo minerale fu rinvenuto per a prima volta tra i prodotti di sublimazione del Vesuvio e dedicato al suo scopritore, il mineralogista  campano Nicola Covelli. La covellina è un minerale caratteristico e molto appariscente; purtroppo molto raramente si presenta con cristalli evidenti.
I  cristalli sono poco frequenti e sempre molto sottili, appiattiti, a forma di tavoletta dal contorno esagonale, spesso mostranti striature sulle facce della base più sviluppate. Possono trovarsi isolati oppure riuniti in rosette o ancora in aggruppamenti lamellari quasi paralleli. La covellite ha colore blu scuro più o meno intenso, spesso ravvivato da splendide iridescenze giallo-bronzee o  rossastre, che diventano violacee o porpora quando il minerale viene inumidito con acqua. E’ tenerissima in quanto viene rigata dall’unghia ma alquanto pesante. Inoltre, le laminette più sottili sono flessibili, cioè si piegano senza rompersi
Formula CuS - Classe solfuri - Sistema esagonale-  Durezza 1,2-2

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Hauyna

E' un minerale caratteristico di rocce effusive alcaline. I suoi cristalli ottaedrici sono frequentemente geminati secondo una faccia di ottaedro. Il colore può essere biancastro, grigio-verde, azzurro-bluastro; si trova nei proietti vulcanici del Vesuvio e del Lazio e fu dedicato al cristallografo Hauy. E' un minerale di esclusivo interesse scientifico e collezionistico.
Formula (Na,Ca)8-4(SO4)2+1(AlSiO4)6 - Sistema cubico - Durezza 2,

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Leucite

Il nome leucite deriva dalla parola greca leuc6s (bianco) e allude al colore dei cristalli di questo minerale, diffuso e abbondante in certi tipi di rocce vulcaniche e tuttavia relativamente raro .Infatti si trova solo in lave geologicamente recenti, quale prodotto di cristallizzazione di magmi ricchi di potassio e a basso contenuto di  silice. I suoi migliori cristalli, cioè quelli limpidi, incolori e perfettamente trasparenti, sono molto ricercati dai collezionisti e possono essere impiegati come gemme. Nelle lave del Vesuvio sono anche molto frequenti  cristalli bianchi opachi dalle dimensioni di diversi cm di diametro
Formula KAlSi2O6 - Sistema tetragonale -   Durezza 5,5-6

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Mimetite

Si presenta in cristalli prismatici a sezione esagonale non molto grandi, spesso con le facce incurvate a botticella, spesso in ciuffi o aggregati globulari da incolori a giallo bruni o aranciati.

E' un minerale secondario del piombo di interesse collezionistico.
Formula Pb5(AsO4)3Cl  -  Sistema esagonale - Durezza  3,5-4

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 Olivina

Le olivine devono il loro nome alla colorazione verde oliva che le contraddistingue. Sono minerali noti fin dall'antichità. Plinio infatti le descrive senza però distinguerle dalle altre pietre verdi.
L'olivina è una delle specie più comuni e si pensa che sia uno dei costituenti fondamentali del mantello terrestre tuttavia i cristalli ben formati e limpidi sono rari. Gli esemplari più belli provengono dal mar rosso. I cristalli hanno colore che varia dal verde-giallo al verde oliva nei proietti vulcanici del Vesuvio; l'olivina in bei cristalli è rara ma sono stati trovati frammenti limpidi e di un bel colore.

  Formula  (Mg,Fe)2SiO4  - Sistema rombico - Durezza 6,5-7                

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Sodalite

Si tratta di un minerale tipico delle rocce vulcaniche. Si presenta in grandi masse di colore blu ed è usata spesso come pietra ornamentale. Piuttosto rara in cristalli, in Italia si trova nelle rocce effusive dei campi Flegrei presso Napoli e nei geodi dei blocchi calcarei del Vesuvio. Nei proietti vulcanici del Vesuvio sono stati trovati stupendi e perfetti cristalli .        

Formula Na6(AlSiO4)6.2NaCl - Classe silicati -  Sistema cubico  - Durezza 5-6

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Tenorite

La tenorite è un raro ossido di rame trovato nelle lave del Vesuvio verso la fine del Settecento e descritto dal mineralogista Arcangelo Scacchi intorno alla metà del secolo successivo E' stata così chiamata in onore del botanico napoletano Michele Tenore. A causa del colore venne impropriamente denominata "rame nero" La tenorite è un minerale caratteristico delle fumarole di alta temperatura  Essa si forma per l'azione del vapore d'acqua su  CuCI2 gassoso. Si presenta generalmente in forma lamellare, fogliacea o in cristalli aciculari, a "penna di colombo" o a "coda di rondine". Il colore è nero o nero-metallico, mentre i cristalli molto sottili sono trasparenti. Nell'ultima eruzione del 1944 la produzione di questo minerale fu abbondantissima; furono rinvenuti cristalli molto belli, anche di un centimetro di lunghezza. Essendo quasi sempre associata a minerali di rame ha  un interesse industriale oltre che scientifico e collezionistico.
Formula CuO -  Classe ossidi -  Sistema monoclino-  Durezza 3-4   

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Vesuviana

Il nome Vesuviana viene ovviamente dal Vesuvio. Questo minerale e' noto anche con il nome di Idocrasio che significa forma mista jn quanto i cristalli presentano spesso una combinazioni di forme. L'abito è prismatico con terminazioni piramidali tetragonali ma si trova anche in forma massiva e granulare; il colore è bruno o verde oliva scuro. Si trova anche in California, in Canada. Viene impiegato in gioielleria e ricercato come minerale da collezione
Formula (SiO4)5(Si2O7).2(OH)4 -  Classe silicati - Sistema tetragonale-  Durezza  6,5

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Zolfo

Lo zolfo è un minerale molto diffuso. Esistono tre giaciture principali: il primo tipo si ha nelle rocce sedimentarie unito a gesso, aragonite, celestina, un secondo tipo di giacitura si ha nelle parti più superficiali dei giacimenti di minerali metalliferi dove si possono trovare splendidi minerali anche se, di solito, sono molto piccoli. Il terzo tipo infine è quello vulcanico e si forma alla bocca della maggior parte delle fumarole.
Lo zolfo presenta il fenomeno del polimorfismo. la fase stabile fino a 95° è rombica per assumere forma monoclina fino a 119°. Tra i campioni di origine vulcanica i più stabili sono i cristalli impiantati direttamente su una matrice compatta di zolfo fuso solidificato.
Simbolo S - Sistema rombico o monoclino- Durezza: 2

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