Le prime pietre tagliate e raffinate MINERALI
STORIA E LEGGENDE
Pietra grossolanamente lavorata

È piuttosto difficile dare un ordine cronologico di apparizione delle pietre e dell’uso che di esse si è fatto nella storia dell’umanità; ma ancora più difficile è sapere che cosa le pietre, in quanto tali, rappresentassero per gli uomini del passato.

Fra i corpi naturali verso cui i nostri lontani antenati  volsero l' attenzione nel loro anelito verso costumi di vita più progrediti i minerali trovarono una posizione di primaria importanza.

L’uomo del Paleolitico imparò ben presto a distinguere le proprietà delle diverse pietre e preferì, naturalmente, quelle che, con la loro solidità permettevano di fabbricare strumenti indispensabili alla loro vita quotidiana. Queste erano soprattutto selce, nefrite, ossidiana, diaspro, quarzo.

All'alba del Neolitico gli uomini distinguevano alcune pietre vivacemente colorate alle quali attribuivano grandi poteri che credevano di accrescere incidendovi dei segni magici. Queste pietre speciali divennero la prima moneta di scambio tra i nomadi del deserto e gli abitanti delle comunità agricole che le ricercavano prevalentemente per le loro supposte virtù magiche.

L'ambra, nel Neolitico, era molto richiesta e veniva venduta in regioni anche lontane dopo lunghi viaggi via terra (le vie dell'ambra). Oro e argento erano noti fin dai tempi più lontani. L'oro era usato per fare attrezzi con cui raccogliere erbe medicinali particolarmente preziose per conservarne intatta la loro forza.

Molto apprezzata e usata nell’antichità è la turchese. Il reperto più antico, un bracciale in oro e turchese, risale a circa 8000 anni fa e fu ritrovato in Egitto dove questa pietra era considerata il simbolo dell’infinito e dell’aldilà.

Esempi di sigilli a bottone e a cilindroPietre ornamentali, come i lapislazzuli, erano già sfruttate seimila anni fa. Nel IV° millennio a.C. presso i Sumeri le pietre incise divennero i primi sigilli che avevano prevalentemente la forma di un bottone o di un cilindro perforato per essere infilato in una collana. Esempi di questi sigilli sono rappresentati nella fotografia sulla sinistra.

Alla fine del II millennio a.C, in Messico la giada e la turchese erano dai Maya più apprezzate Corniola rossa lavoratadell'oro. La corniola conobbe un favore unanime presso tutti i popoli antichi: è stata, infatti, ritrovata sotto forma di ovoidi perforati perfino in Siberia dove venivano lavorati anche calcedonio e diaspro per ottenere lame di grande finezza. Nella fotografia a destra è rappresentata una scultura lavorata da artigiani Aztechi lunga più di 2 metri, tratta da un blocco enorme di corniola rossa, che rappresenta il nome di una località: Chapultepec, ossia "Montagna della Cavalletta".

Bracciale in oro e turchese con scarabeoIn Egitto si diffuse l'uso degli amuleti ottenuti lavorando agata, corniola, turchese, lapislazzuli. Nella fotografia sulla destra è rappresentato un esempio di bracciale in oro e turchese con scarabeo inciso.

In epoca meno antica in Grecia la lavorazione dei cammei raggiunse un altissimo livello di perfezione, mentre veniva ignorata l'incomparabile bellezza del diamante tagliato. I Greci, come poi i Romani, utilizzavano questa pietra, allora rarissima, solamente per la sua grande durezza, al fine di incidere le altre pietre preziose.

Ma ben poco gli antichi sapevano della struttura dei minerali dei quali pur facevano grande uso. I primi trattati sui minerali apparvero intorno al 300a.C ad opera di Teofrasto, discepolo di Aristotele. Successivamente Plinio con la sua "Storia naturale" diede un contributo alla conoscenza dei minerali allora noti che però venivano spesso indicati con nomi che non corrispondono a quelli degli attuali minerali. Intorno al 1270 il frate domenicano Alberto Magno scrisse un trattato di mineralogia di una certa importanza e nel 1546 Giorgio Agricola gettò le basi della moderna mineralogia classificando i minerali in base alle loro proprietà fisiche. Ma, solo attraverso la chimica, la vera natura e struttura dei minerali e dei cristalli è stata compresa.

E' anche interessante considerare come storicamente è andato crescendo il numero dei minerali conosciuti. Negli anni '40 le specie di minerali note ammontavano a circa 1400 e negli anni '80 erano circa 3500.

Il copricapo regale di Montezuma, in pietre preziose e piume di Quetzal

Ma quanti minerali esistono in natura? Quanti sono i minerali conosciuti?

Alla prima domanda è difficile rispondere perché le esplorazioni spaziali appena iniziate promettono un notevole incremento di minerali extraterrestri. Anche alla seconda domanda non è facile rispondere perché il numero dei minerali varia. In questo ultimo decennio vi è stato infatti un incremento di una ottantina di minerali ogni anno.

Ma l’attrazione per i minerali è un retaggio atavico che permane nell’inconscio dell’uomo anche nell’epoca attuale .Se nel passato i minerali e i cristalli, con il loro alone di mistero, hanno affascinato gli uomini portandoli a vedere in essi poteri magici, oggi, tenendo conto che le pietre fanno parte della natura e si sono formate dalla prima, enorme ondata di energia creativa sviluppatasi con il Big Bang, si tende ad attribuire loro particolari proprietà in quanto possederebbero una "elevata energia" alla quale l’uomo dovrebbe attingere sempre e solo per fini sani ed onesti.

Sebbene la ragione e le attuali conoscenze scientifiche ci facciano considerare superstizioni molte delle antiche credenze, l’uomo di oggi, al pari di quello di ieri, ha ancora bisogno di creare delle barriere psichiche protettive, identificabili in oggetti facilmente trasportabili.

Si è portati così a credere che i cristalli, con i loro colori, la loro luce e le loro forme, possano aiutarci a trovare quella distensione e quella armonia di cui tanto abbiamo bisogno nella caotica e stressante vita di ogni giorno.
La storia dei minerali è ben lontana dall'essere conclusa.


Torna all'indice