IL SIMBOLISMO RELIGIOSO

Il mondo  minerale, impermeabile allo scorrere del tempo perché l'uomo non  vede ne' la formazione ne' la lenta distruzione, è diventato il simbolo della permanenza e della relazione intima con la terra  e gli ha conferito quell'alone di mistero per cui è stato talvolta considerato di origine celeste.

In quasi tutte le religioni si ritrovano riferimenti alle pietre e in particolare alle pietre preziose. Nella la religione indù nove gemme; diamante, rubino, zaffiro, smeraldo,topazio, giacinto, perla, corallo, occhio di gatto sono state considerate pietre  ricche di radiazioni cosmiche benefiche.

Oro, cristallo di rocca, lapislazzuli, corallo, giada, madreperla, agata sono state invece consacrati a Budda. 

Nel mondo musulmano la pietra nera del tempio della Kaaba alla Mecca è il prototipo di tutte le pietre sante. Essa riafferma il patto celeste che Dio ha stabilito con gli uomini. La leggenda vuole che questa pietra, bianca all'origine, si sia annerita per i peccati degli uomini che, durante il pellegrinaggio, a migliaia   l'hanno toccata e baciata.

Secondo la tradizione il santo Graal è una coppa ottenuta dal grande smeraldo che faceva parte della corona di Lucifero, l’angelo della luce, caduta sulla Terra durante lo scontro fra gli angeli del bene e gli angeli del male.

Santa Ildegarda, nel suo libro delle Scienze naturali, scrive: "il diavolo teme le pietre preziose, le odia, le detesta perché gli rammentano il fatto che esse già si mostravano in tutto il loro splendore prima che egli precipitasse".

La pietra tagliata è infatti opera umana; essa infatti desacralizza l'opera di Dio e  rappresenta l'azione umana sostituita all'energia creatrice.

Le pietre sono state spesso considerate opera di Dio in quanto l'uomo non è intervenuto nella loro lavorazione. Sono stati infatti costruiti templi solo con pietre non tagliate  "levando il tuo scalpello sulla pietra la renderai profana"(Esodo 20,25) 
E
nel Deuteronomio (27,5-8)  si legge : "e costruisci là un altare al Signore, Iddio tuo, un altare di pietre, che il ferro non ha lavorato. Costruisci l'altare del Signore, Iddio tuo, di pietre grezze (... ) e ancora "nella costruzione del Tempio si usarono pietre già ben rifinite fin dalla cava, sicchè nel Tempio non si sentì nè martello nè piccone, nè altro strumento di ferro." I Re (6,7)

Le prime pietre talismaniche furono i betili, pietre situate presso un bosco o una fonte e in cui si credeva che abitasse la divinità; la parola betilo significa appunto "casa di Dio"e l'uso di queste pietre,  si ritrova  frequentemente nella cultura ebraica.

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Nel Vecchio Testamento si legge infatti  che Giacobbe, utilizzando un betilo come capezzale, ebbe in sogno la rivelazione del destino che Dio riservava alla sua discendenza .
Nel capitolo xxvIII° della Genesi si legge che Giacobbe, volendo riposare prese una delle pietre che stavano per terra e, ponendola sotto la testa, si addormentò e ".
..vide in sogno una scala che poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; e vide anche alcuni angeli che vi salivano e vi scendevano. E in cima alla scala vi era il Signore, che gli diceva :"Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre, e il Dio di Isacco. La terra sulla quale sei coricato la darò a te e alla tua discendenza."
Svegliatosi e intuendo il potere della pietra, Giacobbe prese la pietra che aveva usata come guanciale, la eresse come una stele e versò olio  sulla sua sommità e pronunciò queste parole:"Questa pietra, che ho innalzato come tempio, sarà chiamata Casa di Dio"
Nella Bibbia si trovano frequenti allusioni alle gemme. Secondo una tradizione ebraica le tavole su cui erano incisi i dieci comandamenti erano di zaffiro.

Nel libro dell’Esodo (XXVIII 33,34)  troviamo la descrizione del Pettorale del giudizio o Razionale per il gran sacerdote Aaron:

"Farai inoltre il pettorale del giudizio, lavorato a ricamo alla maniera dell’efod: di oro, di porpora violacea e scarlatta, di cremisi e di lino fino ritorto; sarà di forma quadrata e doppio, lungo e largo una spanna; lo guarnirai di pietre incastonate, disposte su quattro file.

Nella prima fila: un sardonio (forse un’agata a strati bianchi e bruni alternati), un topazio, uno smeraldo.

Nella seconda fila: un rubino, uno zaffiro e un berillo.

Nella terza fila: un giacinto (zircone rosso), un’agata, un’ametista.

Nella quarta fila: un crisolito (olivina), un onice, un diaspro.

Tutte queste pietre siano fissate nei loro castoni di oro. Tali pietre dovranno essere dodici, corrispondenti ai nomi dei figli di Israele, incise a guisa di sigillo, ciascuna con il nome di una delle dodici tribù (...)".

Ed ecco, secondo le più recenti interpetrazioni, la posizione delle dodici pietre con i corrispondenti nomi dei capostipiti delle dodici tribù..

 

Smeraldo

Ruben

Topazio

Simeon

Corniola

Levi

Berillio

Judah

Lapislazzuli

Dan

Granato

Nephtali

Ametista

Gad

Agata

Asher

Giacinto

Issachar

Diaspro

Zabulon

Onice

Joseph

Crisolito

Benjamin

 

"In questo modo Aronne porterà i nomi dei figli di Israele nel pettorale del giudizio, sopra il cuor suo, quando entrerà nel Santo luogo per continuo ricordo davanti al Signore.

Porrai nel pettorale del giudizio gli "URIM e i TUMMIM" affinchè li abbia sul petto quando entrerà nel Santo luogo, alla presenza del Signore, sicchè egli porti di continuo il giudizio dei figli d’Israele sopra il cuor suo davanti al Signore."

Gli Urim e i Tummim  etimologicamente pare significhino "luce e integrità". Sono due pietre di varia forma e colore da cui il sommo sacerdote NON CON CULTO SUPERSTIZIOSO, ma con il divino aiuto traeva le risposte da comunicare per il bene del suo popolo Si potrebbe supporre che il gran sacerdote fissasse intensamente le due gemme scintillanti alla luce e che cadesse in trance conoscendo così la volontà di Dio.

Anche i primi cristiani usarono nelle catacombe alcune gemme con i simboli dell'agnello e del pesce e, con il finire delle persecuzioni , le gemme furono usate sempre di più per decorare calici e altri oggetti di culto. Nei primi altari erano incluse  queste sette pietre particolari che rappresentavano i sette doni dello Spirito Santo:                                                    

                         

Diamante fortezza
Zaffiro saggezza
Rubino devozione
Topazio conoscenza
Smeraldo comprensione
Ametista buon consiglio
Calcedonio timor di Dio

                 

Le pietre preziose si possono considerare  il simbolo di" una trasmutazione dall'opaco al luminoso e, in senso spirituale, dalle tenebre alla luce, dall' imperfezione alla perfezione."  E  così la  nuova Gerusalemme è tutta rivestita di pietre preziose. (Apocalisse,21,18-22)

"Lo splendore di lei era simile a pietra assai preziosa come il diaspro cristallino…
Il materiale del muro è di diaspro e la città è di oro puro simile a puro cristallo.
I basamenti del muro della città sono ornati di ogni sorta di pietre preziose.

Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardonice, il sesto di sarda, il settimo di crisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisoprasio (o olivina), l’undicesimo di giacinto (zircone rosso), il dodicesimo di ametista.

Le dodici porte sono dodici perle; ogni porta è fatta di una sola perla. La piazza della città è di oro puro come cristallo trasparente."


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